Innovazioni introdotte nel 2011
ModeSt 7.27
La novità più importante introdotta in questa versione riguarda l'implementazione della progettazione automatica ed interattiva dell'armatura di pareti in cemento armato prevalentemente inflesse ortogonalmente al proprio piano come ad esempio le pareti di scantinato.
L'armatura può essere progettata in automatico o in interattivo in funzione delle sollecitazioni globali oppure in funzione delle zone di incidenza degli elementi. Nel primo caso viene effettuata l'integrazione complessiva delle sollecitazioni sull'intera parete ed in base a queste vengono effettuate le relative verifiche e progettazioni. Nel secondo caso vengono individuate delle fasce di parete considerando le zone in cui incidono gli elementi pilastro sovrastanti o travi incidenti. Nel caso di armatura progettata sulle sollecitazioni globali è possibile imporre al programma di effettuare anche delle progettazioni locali nei succitati punti di incidenza degli elementi. In tal caso oltre alla verifica globale, verranno effettuate in tali punti sia il progetto che la verifica delle armature locali inserite in automatico o manualmente.
È possibile completare l'armatura locale sia automaticamente che manualmente con una staffatura idonea a realizzare, attraverso il prolungamento ideale dell'armatura di un eventuale pilastro soprastante, un opportuno grado di confinamento nel calcestruzzo.
È possibile imporre al programma di controllare la resistenza globale trasversale a taglio di una sezione priva di armatura a taglio. Il mancato soddisfacimento di tale verifica può servire al progettista per una migliore comprensione dell'effettivo comportamento della parete.
ModeSt è in grado di effettuare le verifiche secondo i disposti di normativa per le pareti debolmente armate e per le pareti realizzate con casseri a perdere (ISOTEX o simili) eventualmente anche con armatura disposta solo al centro della parete.

Altre implementazioni

• Sono state introdotte diverse opzioni per il calcolo degli indicatori di rischio nel caso di analisi pushover delle strutture sia in cemento armato che in muratura. Si possono in questo modo seguire le diverse modalità di calcolo adottate a seguito di diverse interpretazioni della normativa.
• Sono state aggiunte nuove opzioni nella relazione di calcolo che consentono di filtrare gli elementi strutturali dei quali riportarne le verifiche. Queste opzioni risultano utili quando ad esempio è stata effettuata una variante alla struttura e si vuole fornire una relazione di calcolo con solo la verifica degli elementi strutturali modificati.
• Sono stati potenziati sia il comando ?RIG che permette di visualizzare i valori numerici delle coordinate della posizione del baricentro delle rigidezze teorico sia il comando DMS che ne consente la visualizzazione nel modello.

ModeSt 7.26
Una delle novità più importanti introdotte in questa versione riguarda l'analisi dinamica con spettro di risposta dove è stata aggiunta un'opzione che permette di considerare il segno delle sollecitazioni dinamiche ottenute dalla combinazione quadratica, come il segno della componente modale principale nella direzione specifica del sisma. Nel caso di strutture regolari con modi principali ben definiti e disaccoppiati, questo consente di eliminare dalle verifiche di tutti gli elementi strutturali quelle combinazioni di N, My e Mz poco plausibili dal punto di vista fisico, diminuendo in tal modo la quantità di calcoli da fare e quindi accelerando i tempi di elaborazione. Questa procedura permette inoltre di ottenere dei risultati definiti per le diverse direzioni e segno del sisma, per consentire ad esempio calcoli con programmi esterni che non supportano la gestione di componenti prive di segno. All'interno di ModeSt apre la strada a futuri sviluppi come ad esempio il calcolo delle fondazioni con le sollecitazioni derivanti dalle reazioni vincolari della struttura incastrata.

Nuovo modulo VREF

È stato implementato un nuovo modulo per la verifica di sezioni di forma qualsiasi nei confronti della resistenza al fuoco. Le verifiche sono effettuate in ottemperanza al D.M. 14/01/08 con riferimento all'eurocodice UNI EN 1992-1-2:2005. Le caratteristiche del modulo sono:

• integrazione completa con le procedure di verifica di travi e pilastri, senza la necessità di doverli esaminare singolarmente;
• generazione automatica delle combinazioni di carico eccezionali per la valutazione delle sollecitazioni da verificare sotto il carico da incendio;
• archivi caratterizzanti i parametri di esposizione al fuoco con riferimento alle curve di incendio previste da normativa (nominale standard, nominale degli idrocarburi, nominale esterna) o con la possibilità di definire curve tramite tabelle tempo/temperatura;
• personalizzazione dei coefficienti necessari e gestione di isolanti con conduttività termica variabile in funzione della temperatura;
• esposizione al fuoco, isolamento e comportamento adiabatico diverso ed anche parziale lungo il perimetro della sezione;
• generazione automatica della mesh e analisi termica della sezione con il metodo alle differenze finite;
• possibilità di visualizzare con mappe a colori la temperatura nelle varie parti della sezione a qualunque tempo di verifica, con controllo dei momenti e tagli ultimi e visualizzazione dei domini. Le consuete operazioni di modifica interattiva permettono ad esempio di valutare in tempo reale come cambia la resistenza cambiando il copriferro.

Altre implementazioni

• Introdotta la possibilità di colorare in funzione della tipologia o del criterio di progetto anche i solai in analogia con quanto già fattibile per gli altri elementi.
• Vengono ora riportati nella parte di relazione relativa alle verifiche di capacità portante i coefficienti parziali per le azioni, i materiali e le resistenze.
• Sono state aggiunte nuove segnalazioni nel controllo congruenza dati.

ModeSt 7.25
La novità più importante introdotta in questa versione riguarda la possibilità di effettuare la verifica di edifici esistenti in cemento armato anche con l'analisi sismica lineare statica o dinamica con fattore di struttura q secondo il D.M. 14/01/08. Vengono gestiti in automatico i fattori di confidenza, la differenza delle caratteristiche dei materiali nuovi o esistenti, i diversi coefficienti parziali ed il diverso fattore q per momento e taglio.

Nell'analisi pushover di strutture in cemento armato è stata inoltre aggiunta la possibilità di valutare gli stati limite e i relativi indicatori di rischio anche in termini di capacità locale degli elementi anziché in termini di capacità globale della struttura, come indicato nella Circolare del D.M. 14/01/08.

Sono state inoltre riviste le procedure di calcolo degli indicatori di rischio per l'analisi pushover sia di strutture in muratura che di strutture in cemento armato. Infatti in questa versione del programma il calcolo della PGA è stato impostato con una procedura iterativa riferita al tempo di ritorno dell'evento sismico anziché con una semplice scalatura degli spettri ADRS (le differenze fra i due metodi sono minime). Questo ha permesso di valutare l'indice di rischio oltre che in termini di accelerazione, anche in termini di periodo di ritorno, come richiesto da alcune regioni.

Altre implementazioni

• Introdotta la possibilità di modificare i colori associati ai diagrammi, sia per la rappresentazione a video che per la stampa.
• Introdotta la possibilità di ridimensionare le finestre relative ai diagrammi come ad esempio gli spettri di progetto, le curve carico-spostamento, ecc.
• Introdotta la possibilità di visualizzare i carichi e le sollecitazioni nelle aste con una mappatura a colori mentre i diagrammi o le mappe delle sollecitazioni taglianti e flettenti si possono rappresentare nel reale orientamento nello spazio oppure nei piani locali XY e XZ dell'asta. Inoltre nella legenda delle mappe delle sollecitazioni vengono riportati i valori assoluti nel caso di disegno nel piano reale e i valori con i propri segni nel caso di disegno nei piani locali.
• Introdotta la possibilità di creare la relazione di calcolo in inglese.
• Introdotta la possibilità di creare le combinazioni delle condizioni di carico elementari con al massimo un carico di tipo variabile considerato come di base senza dover definire tutti gli accoppiamenti e disaccoppiamenti necessari.
• È stata enormemente velocizzata la gestione dei modi di vibrare. A seguito dei disposti della nuova normativa, che non prevede la possibilità di trascurare i modi con massa partecipante minore del 5%, ma che implicitamente obbliga a raggiungere l'85% della massa, sta diventando frequente il caso di strutture per le quali è richiesto il calcolo di svariate decine di modi di vibrare, anche se poco significativi. Poiché i tempi di elaborazione dipendono dal quadrato dei modi di vibrare è ovvio che strutture con 50 o più modi calcolati risentano particolarmente di tale problematica, specialmente in alcune procedure. Dopo molti studi e tentativi che duravano ormai da qualche mese, abbiamo messo a punto un nuovo metodo che velocizza notevolmente la gestione dei dati. Tale metodo attualmente è stato implementato nella parte relativa al calcolo degli stati tensionali degli elementi bidimensionali, particolarmente gravoso per la progettazione delle solette e delle platee e per la realizzazione delle relative mappe. Con questa nuova tecnica ad esempio il tempo di visualizzazione delle quattro mappe delle aree di ferro teoriche su una platea di circa 500 elementi (non molti) ma calcolata con 80 modi di vibrare e 52 combinazioni di carico, è passato da circa 20 minuti a 10÷15 secondi. Analoghe ottime performance si riscontrano anche nelle procedure di progettazione armature che ovviamente si basano sulle "mappe" degli stati tensionali. A seguito di tali (ed altre) modifiche risultano velocizzati anche i comandi ?SLN e ?SLB specialmente se eseguiti su tutti gli elementi.